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La Pesca Tabacchiera
Varietà rara e delicata, figlia dell'Etna
di Francesca Sonia Sabatino
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Nel 1799 Ferdinando di Borbone dono' la proprieta' storica di Ducea di Maniace all'ammiraglio inglese Orazio Nelson.

Gli amministratori della proprieta' agricola furono particolarmente attivi nell'opera di sperimentazione agricola, infatti, la zona dell'Etna si rivela fin dall'inizio vocata per la frutticoltura, tra le tante colture anche quella delle pesche. I terreni ben drenati, l'abbondanza di acqua e la notevole escursione termica garantiscono un prodotto di qualita' superiore, che si impone nei mercati locali.

Il successo e' tale che dall'alto Simeto, nel giro di pochi anni, la coltivazione si estende anche nella vicina Valle Alcantara. Le varieta' introdotte sono moltissime, a pasta bianca e gialla, precoci e tardive.

Tra tutte spicca la Tabacchiera (o Pesca Saturnina o Platicarpa): si tratta di una rara varieta' di pesca che cresce rigogliosa alle pendici vulcaniche dell'Etna. Il suo profumo e' estremamente intenso e ha una forma singolare, schiacciata sui due lati, proprio come una tabacchiera. La polpa e' bianca, dolce e morbida; il nocciolo e' piu' piccolo di quello delle albicocche.

Ottima da tavola e per preparare dolci incontra, inoltre, il favore dei consumatori locali. Varieta' delicata e suscettibile agli attacchi parassitari, la tabacchiera stenta quindi a competere con altre tipologie piu' funzionali al mercato. Il presidio punta a diffonderne la conoscenza oltre i confini della provincia di Catania, aiutando i produttori a trovare nuovi mercati.
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