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La Truvatura
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Leggenda del Monte Scuderi
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di Miti e Leggende di Sicilia
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Questa che vi narriamo e' una leggenda che viene tramandata da secoli di padre in figlio nei paesi e nelle vallate che circondano il mitico Monte Scuderi, in provincia di Messina.
Si narra che una giovane principessa, figlia del sovrano che abitava sul Monte, fu messa dal padre a guardia del suo immenso tesoro e che in virtu' di un incantesimo fu costretta a vegliare su di esso per l'eternita'.
Pare che queste immense ricchezze fossero costituite da tre grossi cumuli di monete: uno d'oro, uno d'argento e uno di rame; farebbero parte di esso anche una chioccia e ventuno pulcini d'oro che corrono qua e la' come pulcini veri, pigolano e saltellano tanto da rendere impossibile la cattura a chiunque vi tenti.
La leggenda non specifica quali altri oggetti vi siano a contorno del nucleo pricipale del tesoro, ma fra le persone piu' anziane c'e' chi e' pronto a giurare che vi siano anche ceste preziose, collane e bracciali che da sole basterebbero a sanare tutti i guai economici dell'intera Sicilia.
Ma quali sono le condizioni e le prove da superare necessarie per entrare in possesso dell'ambi'to tesoro?
1. Dei cercatori deve far parte un prete e almeno una giovinetta casta e pura;
2. In una notte di luna essi devono filare, torcere, biancheggiare il filo e tessere la tela necessaria per fare un tovagliolo;
3. Nella stessa notte devono pescare nello specchio di mare davanti al Monte, vale a dire presso Itala Marina, dei pesci da portare velocemente sul Monte in modo che vi giungano ancora vivi. Appena arrivati lassu' i pesci devono essere cotti sul fuoco di eriche del Monte, davanti all'ingresso della Grotta, e mangiati sul tovagliolo tessuto. Tutte queste operazioni si devono completare prima che il sole sorga dalle montagne calabresi.
4. Una volta finita la colazione e' ora di addentrarsi nella grotta, in fondo alla quale si incontrera' un gran serpente che si attorcigliera' a tutti i cercatori, uno dopo l'altro, leccandogli il viso. La gente non dovra' manifestare il minimo segno di paura, ne' provare disgusto, ne' tantomeno invocare mentalmente i Santi, poiche' basta mostrare timore o avere una minima titubanza per annullare tutti gli sforzi fatti e ritrovarsi scaraventati nelle piu' lontane localita'.
5. Superata la prova apparira' la bella custode del tesoro e allora il sacerdote dovra' leggere speciali liturgie per spezzare l'incantesimo. Subito dopo, se le formule lette son quelle adatte, i cercatori vedranno i mucchi del tesoro, dai quali sono pero' divisi da un grande lago che e' impossibile attraversare. Occorrono altri riti prima di poter trovare una barchetta su cui pero' potra' salire una sola persona al volta. Intanto il Monte tremera' fra scoppi e ululati lontani e il fondo della grotta diventera' rosso, e il lago sara' percorso da ondate gigantesche.
6. Superata anche quest'ultima prova, una volta raggiunta l'altra sponda del lago, verranno assaliti da un cavallo enorme, inferocito, che girera' intorno al tesoro impedendo di accostarsi ad esso. Pare che questa sia la prova piu' difficile perche' bisogna contare "13 volte 13" rimanendo uniti senza aver paura. Solo allora la bella principessa sara' liberata dall'incantesimo e il fondo della grotta si aprira' dando la possibilita' ai cercatori di raggiungere il tesoro, quindi la sorgente del torrente Itala e di scedere a valle.
Pare che un gruppo di abitanti di Ali', intorno il 1800, si sia avventurato in cerca del fantomatico tesoro; sembra anche che essi siano riusciti a superare tutte le prove... meno l'ultima: alla vista del cavallo scalpitante, seppur ad un passo dal tesoro, il piu' pavido del gruppo invoco' la Madonna...
Si narra che una forza misteriosa li sollevo' e li scaravento' in parte sulle coste della Calabria e in parte sulla cima dell'Etna...
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